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foto di Filippo Tommaso Marinetti
Filippo Tommaso Marinetti

(Alessandria d’Egitto 1876 – Bellagio, Como, 1944) scrittore italiano. Poeta, romanziere, fondatore del futurismo, trascorse la sua giovinezza a Parigi, dove pubblicò le sue prime opere, scritte in francese: I vecchi marinai (Les vieux marins, 1897), La conquista delle stelle (La conquête des étoiles, 1902), Distruzione (Destruction, 1904), Re Baldoria (Le roi Bombance, 1905), satira contro la democrazia. Sul «Figaro» del 20 febbraio 1909 pubblicò il primo manifesto del futurismo, che si scaglia contro i valori tradizionali, esaltando il dinamismo della vita moderna, i miti della macchina e della guerra, la violenza come affermazione di individualità.

Nel successivo Manifesto della letteratura futurista (1910) teorizzò poetiche e mezzi espressivi adeguati a rendere la dinamica della sensazione, del movimento, della materia, tramite lo scardinamento della sintassi e della punteggiatura, le parole in libertà e i caratteri di stampa disposti in maniere suggestive e inusitate. Le applicazioni più dirette di questo programma sono il romanzo Mafarka il futurista (1910) e, per la poesia, Zang Tumb Tumb. Adrianopoli, ottobre 1912 (1914), descrizione fonosimbolica di un episodio della guerra d’Africa. Ispirò e redasse altri manifesti, come Teatro di varietà (1913), Teatro sintetico (1915), Guerra sola igiene del mondo (1915). Il suo nazionalismo e il suo bellicismo lo portarono a esaltare l’impresa libica (La battaglia di Tripoli, 1912), poi l’intervento nella prima guerra mondiale, infine la dittatura fascista, da cui ricevette onori e cariche ufficiali. Nel 1929 divenne accademico d’Italia.

Più teorico che artista, M. ottenne interessanti risultati nella produzione giovanile, dove, nonostante tutto, appare legato a una poetica simbolista e decadente. Ma anche in opere più tarde si mostrò capace di recepire e manipolare suggestioni diverse: Spagna veloce e toro surrealista (1931) è un divertissement che riprende l’écriture automatique dei surrealisti; i testi autobiografici La grande Milano tradizionale e futurista e Una sensibilità italiana nata in Egitto (postumi, 1969) riecheggiano toni liberty; il romanzo Gli indomabili (1922) e Il fascino dell’Egitto (1933) non sono estranei all’influsso della «Ronda» e della prosa d’arte. Comunque M. fu soprattutto un abile organizzatore culturale, sensibile ai nuovi rapporti con il pubblico nati con i mass-media; grazie alla sua scrittura lucida e aggressiva i «manifesti» assunsero dignità di generi letterari.

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Come si seducono le donne

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Come si seducono le donne
Filippo Tommaso Marinetti
Classici, Saggistica
ISBN edizione digitale (ePub e Mobi): 9788833465418

Per spiegare all’aspirante futurista “come si seducono le donne”, Marinetti ricorre molto spesso a episodi della sua vita, alimentando l’immagine di un tombeur de femmes fulmineo e irresistibile. In questo senso il libro rappresenta il passaggio del futurismo da movimento artistico e letterario a movimento di costume: il fondatore non si rivolge più soltanto agli “uomini di genio”, artisti o scrittori, ma a tutti gli aspiranti seduttori; se i manifesti sono prontuari in parte concepiti per dimostrare che chiunque può diventare un letterato futurista con un po’ di coraggio e qualche sforzo, lo scopo del libretto è dimostrare che tutti possono diventare futuristi, se non in letteratura, almeno in amore (e in guerra, dal momento che le doti dell’amatore futurista coincidono con quelle del buon soldato: coraggio, rapidità, intelligenza strategica, rifiuto delle “complicazioni…”).

 

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