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foto di Marisa de' Spagnolis
Marisa de' Spagnolis

Nata a Formia (LT) il 16/08/1950 ed originaria di Itri, Marisa de’ Spagnolis è una illustre archeologa, già funzionaria del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, autrice di oltre 100 pubblicazioni sulla sua attività svolta nel Lazio e in Campania. Per le sue eccezionali scoperte è stata invitata a tenere conferenze in Italia, Israele, Grecia e Stati Uniti.

Ha iniziato la sua attività presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Roma dove ha condotto numerosi scavi. Tra questi, a via Eleniana, ha rinvenuto ed esplorato una domus del III secolo d.C. con importanti affreschi e nella caserma di via Anicia ha rinvenuto la oramai famosissima Lastra Marmorea con la planimetria del Tempio dei Castori di cui parla Vitruvio, documento fondamentale per la topografia romana. Nel 1987 si è poi trasferita a Pompei ed ha iniziato a lavorare presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno con l’incarico di direttore degli Uffici Scavi di Nocera e Sarno.

Nel territorio nocerino-sarnese scafatese rimane 10 anni, nel corso dei quali riporta alla luce numerosissime testimonianze archeologiche. Tra queste, 540 tombe protostoriche della Valle del Sarno (comprese cronologicamente dalla seconda metà del IX secolo a.C – al VI secolo a.C), a Nocera Superiore tombe dal V secolo a.C al V secolo d.C. (tra queste le tombe ellenistiche documentanti il mito omerico di Dionysos e i pirati tirreni, il monumento funerario di un sutor del I secolo d.C.), iscrizioni ebraiche (attestanti l’esistenza di una sinagoga), la monumentale necropoli romana del I secolo a.C. in loc.Pizzone (con i sepolcri dei Numisii, dei Lutatii, dei Cornelii); a Nocera Inferiore l’area archeologica in Piazza del Corso. A Scafati, costituente il suburbio orientale di Pompei, ha portato alla luce numerose ville, seppellite dalla eruzione del Vesuvio del 79 d.C., alcune delle quali esplorate (Villa Popidi Narcissi Maioris, Villa Vesuvio, Villa Cascone Sorrentino etc.) e monumenti funerari tra i quali il monumento della Gens Deccia e il sepolcro della più importante famiglia pompeiana al tempo di Nerone: i Lucrezi Valenti. Quasi tutti gli scavi effettuati sono stati oggetto di pubblicazioni scientifiche. Il racconto delle scoperte archeologiche nel corso di 10 anni di scavi intensi avvenuti tra difficoltà di ogni genere è narrato in un libro dal titolo “Con il Vesuvio sotto i piedi”, stampato anche in lingua inglese con il titolo “Reliving Pompeii”.

Viene invitata nel 1994 dal prestigiosissimo Istituto di Studi Filosofici di Napoli a presentare il suo volume “Il pons Sarni di Scafati e la via Nuceria-Pompeios”.

Nel 1998 il Rotary International l’ha insignita del premio internazionale Colonie Magna Grecia e pubblicato il volume “Pompei e la valle del Sarno in epoca preromana: la cultura delle tombe a fossa”.

Nel 2007 la città di Nocera Superiore, l’antica Nuceria Alfaterna le dà la cittadinanza onoraria della città.

Nel 2014 svela con un libro, “Mefitis ed il lucus Iunonis”, il mistero dell’identità della dea delle sorgenti del Sarno. Nel 2018 pubblica “Archeologia a Pagani”.

Nel 1997, rientrata a Roma, le viene affidata la responsabilità di parte della provincia di Roma (dove rinviene, esplora e pubblica la Villa di Cesare e Massenzio a San Cesareo ed un giacimento pleistocenico a Colleferro) e di parte della provincia di Latina (dove ha datato le mura e la Porta Maggiore di Norba e scoperto il Santuario di Ercole e della Fortuna a Itri), nonché dal 2010 al 2012 la direzione di uno dei più importanti musei nazionali italiani il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga dove ha realizzato numerosissimi eventi e mostre e dove ha effettuato nell’estate del 2012 l’eccezionale scoperta delle testimonianze dell’uomo di Neanderthal. Nel 2012 pubblica “La grotta di Tiberio a Sperlonga e le sculture di soggetto omerico” e nel 2017 “L’Antologia omerica di Sperlonga”.

Tra le mostre del 2012 viene realizzata “Lo sguardo sull’antico”, mostra d’arte contemporanea in collaborazione con la Pinacoteca Comunale di Gaeta.

Nel 2018 il Comune di Sperlonga la nomina delegata all’archeologia e nel 2019, nell’Auditorium Comunale, viene realizzata una grande ed innovativa Mostra su “L’Andromeda di Sperlonga. Il mito e la nascita del corallo”, in collaborazione con la scuola d’arte di Torre del Greco che lavora per un anno per realizzare cammei, gioielli e vestiti ispirati al mito di Andromeda e Perseo.

Nel 2016 fonda l’Associazione archeologica Ytri che si occupa in particolare della eccezionale scoperta del santuario romano del II secolo a.C. in località San Cristoforo la cui esplorazione, in corso, sta cambiando la conoscenza del territorio del Lazio Meridionale. (Nel 2019 esce il volume Itri. Il Santuario romano in località San Cristoforo).

Partecipa nel 2019 con un contributo alla prestigiosa Mostra a Palazzo Pitti di Firenze “Ai piedi degli dei” e nel 2020, nell’ambito della VI Edizione di incontri di storia e arte al teatro Argentina Luce sull’archeologia, tiene un intervento sulle sculture di Sperlonga insieme ai più importanti archeologi italiani.

Riceve nel 2021 dalla Pinacoteca Comunale di Gaeta, il prestigioso premio “Una Vita per l’Arte”.

Itri – Il Santuario Romano in Località San Cristoforo

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Itri – Il Santuario Romano in Località San Cristoforo

Marisa de’ Spagnolis

Archeologia

Stampato (A5, pp 88, interno a colori): ISBN 9788833463421

eBook (ePub e Mobi): ISBN 9788833463438

Marisa de’ Spagnolis, già direttrice del Museo Archeologico di Sperlonga, ha effettuato scavi importantissimi in Campania dove ha ricoperto l’incarico di direttrice degli Uffici Scavi di Nocera e Sarno e nel Lazio, in articolare a Roma, Norba, San Cesareo, Sperlonga. È autrice di numerosissime pubblicazioni sull’archeologia della Campania e del Lazio.

A Itri ha effettuato nel 2011 la prima esplorazione del santuario pagano in località San Cristoforo, la cui scoperta ha cambiato la storia di Itri e del Lazio meridionale. Con l’Associazione Archeologica Ytri fondata nel 2016 ha continuato la ricerca sull’area del santuario dove sono state trovate iscrizioni di rilevantissima importanza.
Recensioni:

Il racconto dell’autrice ci trasporta appena fuori il centro urbano, a mezza costa del Monte Grande della catena degli Aurunci, in una posizione da cui si gode un panorama di straordinaria bellezza: oltre a Itri con il suo centro medievale risorto dai bombardamenti dell’ultima guerra, la città di Gaeta protesa sul mare e sullo sfondo l’isola d’Ischia. Siamo in località San Cristoforo, dal nome di una chiesetta edificata nel XIV secolo. A soli 250 metri di distanza da essa e ad una quota leggermente superiore, nel 2010 veniva individuato il sito di un santuario pagano che si sta rivelando di eccezionale importanza, sia per la posizione topografica e sia per i dati cronologici forniti, in grado di aprire una nuova pagina di storia non solo per il comune di Itri, ma per tutto il Lazio meridionale. – Oreste Paliotti in www.cittanuova.it

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