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Nicola Ancora, docente di lettere e storico contemporaneista, consegue la laurea magistrale in ilologia moderna presso l’Università degli Studi di Cassino. I suoi ambiti di ricerca riguardano l’età contemporanea.
Per i tipi di Aliribelli edizioni ha pubblicato il saggio Il Bagno Penale di Gaeta: origine, uso e riuso (2021) e La Comunicazione nella Prima guerra mondiale: l’Ufficio per Notizie alle Famiglie dei Militari di Terra e di Mare (2023).
Relatore di diversi convegni, ha curato, in qualità di consulente storico, nel 2022, per l’Università di Cassino, una mostra all’interno del Castello Angioino di Gaeta. Ha conseguito un Corso di Alta Formazione in Educazione al Patrimonio e Comunicazione Museale.
Parlano di lui: La Repubblica, HuffingtPost, Il Messaggero, Artribune, Patria Indipendente, Globalist, Dagospia, Il Venerdì, Rai Storia, Rai libri. Ha curato, per l’enciclopedia Treccani, la voce «L’Ufficio Centrale per Notizie alle Famiglie dei Militari di Terra e di Mare».
€3.49 - €15.00
€2.74 - €14.25
Il Repubblicano: Mazzini detenuto a Gaeta
Nicola Ancora
Saggistica, Storia e cultura
ISBN edizione cartacea (A5, 120 pp.): 979-12-5540-312-8
ISBN edizione eBook (ePub e Mobi): 979-12-5540-313-5
Nell’estate del 1870, mentre l’Italia attende con il fiato sospeso la definitiva unificazione con Roma, un uomo anziano e malato, ma dallo spirito indomito, tratto in arresto a Palermo, viene condotto verso la Fortezza di Gaeta. È Giuseppe Mazzini, il “Mosè dell’Unità”, arrestato dal governo sabaudo in un’operazione preventiva per impedire che il sogno repubblicano anticipi la mano della Monarchia. In questo saggio, Nicola Ancora ricostruisce con minuzia documentale i mesi della detenzione mazziniana, attingendo a faldoni polverosi e telegrammi riservati conservati presso l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Tra le mura del castello Angioino (oggi Aragonese) e le stanze ammobiliate dall’oste Lorenzo Gioia, emerge un ritratto inedito del Patriota: non solo il cospiratore instancabile dalle mille identità, ma l’uomo nella sua quotidianità, fatta di sigari e letture shakespeariane. L’autore non si limita alla cronaca di quei mesi fatidici, ma intreccia la Storia con la memoria dei luoghi, proponendo un audace confronto ideale tra la prigionia di Mazzini e quella, avvenuta quasi un secolo dopo tra le stesse pietre, del criminale nazista Herbert Kappler.
Un’opera che coniuga la precisione del saggista con il calore dello storyteller, per riscoprire il volto più umano di colui che ha gettato le basi della nostra Repubblica.
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