Informazioni aggiuntive
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Davide Manzi è artista versatile, grafico, vignettista, ritrattista e studioso di storia locale attraverso la scrittura fumettistica. Davide Manzi ha pubblicato vignette su diverse fanzine locali, ha collaborato con la rivista multimediale Zzap e da diversi anni cura una sua rubrica fissa sulle pagine della rivista d’informatica The Games Machines. Nel 2006 viene pubblicato il suo libro a fumetti Fra’ Diavolo, la storia del leggendario «brigante» di Itri, con immagini a china. Nel 2009 pubblica La Madonna venuta dal mare: Storia della Civita a fumetti, tra storia, leggenda e tradizione popolare, che attraverso l’espressività delle immagini e la semplicità del racconto, narra la miracolistica storia dell’icona bizantina dell’Hodigitria, che ha dato vita ad una grande devozione a Itri: ad essa è dedicato un santuario, che è il più importante del Basso Lazio. Nel 2011 realizza, per conto del Parco Regionale «Riviera di Ulisse», i tre Quaderni del Parco, a scopo didattico, per far conoscere, attraverso un progetto grafico che fonde immagini fotografiche e disegnate con le «nuvole parlanti», le bellezze storico-artistiche e naturali del territorio. Per i tipi di Ali Ribelli Edizioni ha pubblicato Storie di Santi e di Briganti e Piove, piove la gatta non si muove.
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Storie di Santi e di Briganti
Davide Manzi
Storia, Graphic novel, Brigantaggio
ISBN edizione cartacea (A5, 258 pp., illustrato): 9788833465333
ISBN edizione eBook (ePub): 9788833465722
Oscuri, chiusi, solitari, col cappello nero e il lungo mantello avvolgente; sempre armati quando andavano nei campi e solcavano le montagne, col fucile sempre in mano, pronti all’azione in ogni momento: i briganti.
Alimentavano la rivolta verso quell’ordine costituito a cui avevano giurato vendetta dopo infinite sopportazioni, per un elementare senso di giustizia e difendevano, senza ragione, la libertà e la vita dei contadini (il mondo da cui provenivano) con determinazione e una ferocia che nasceva dalla disperazione. Impavidi “rivoluzionari”, ma anche sventurati, che si trovarono ad essere inconsapevoli strumenti nelle mani di quegli stessi reggenti che prima li combatterono, poi li usarono, li abbandonarono, infine li sterminarono denigrandone la memoria affinché le loro gesta non alimentassero, nelle generazioni future, fenomeni di emulazione.
Le loro storie rivivono grazie allo straordinario talento di Davide Manzi, a stampe e documenti dell’epoca che gettano finalmente luce su uno dei periodi storici più turbolenti d’Italia.
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