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Giuseppe Nocca

Memore dei suoi studi classici dove ha maturato le sue conoscenze per le lingue classiche, Giuseppe Nocca transita verso il mondo agricolo con una laurea in scienze agrarie, per poi approdare all’insegnamento della scienza degli alimenti. La venticinquennale docenza sarà utile per approfondire le tecnologie della produzione alimentare oltre che della fisiologia umana, penetrando nei fini meccanismi dell’utilizzo dei nutrienti. Dalla fusione delle sue tre anime culturali nascono numerosi titoli a carattere storico e archeologico all’interno dei quali esamina il ruolo dei nutrienti nella storia greco-romana e nelle antiche tecnologie di produzione degli alimenti, spaziando dai cereali, al garum, al vino Cecubo, alla pesca, ai datteri per approdare alla tiella ed ai confetti. Negli ultimi due anni i suoi titoli subiscono una decisa sterzata verso l’antropologia della nutrizione, riscoprendo ruoli, immagini, simboli e pietanze che suscitano emozionalità ed adesione nel consumatore. Si è cimentato nella stesura di un testo storico-antropologico su un capitolo dell’identità locale quale è la Sagra delle Regne di Minturno. Come coautore ha partecipato alla stesura di due titoli che lo hanno visto impegnato nella ricerca delle radici storiche del quartiere in cui vive. 

È componente di giurie di concorsi gastronomici locali, presentatore di serate con menu-degustazione. Ha partecipato a diverse edizioni di trasmissioni televisive (Eat Parade, Geo, Alice) collaborando per un triennio ad una rubrica mensile di cucina territoriale sulla rivista Alice.   

Catasto murattiano di Itri

9.90 - 20.00
8.90 - 19.00

Catasto murattiano di Itri
Giuseppe Nocca
Saggistica, Storia e cultura
ISBN edizione cartacea (A4, 118 pp., incl. mappe e sezioni per 344 pp. in digitale): 979-12-5540-201-5
ISBN edizione eBook (ePub, incl. mappe e sezioni per 344 pp. in digitale): 979-12-5540-202-2

Il crescente interesse verso il comparto olivicolo connesso con l’oliva di Gaeta ha reso necessaria un’indagine più approfondita sul ruolo che l’agricoltura di Itri ha svolto nei secoli precedenti. Dopo la pubblicazione del catasto murattiano di Gaeta è stato possibile digitalizzare anche quello di Itri che fu terminato nel maggio 1811. L’inventario completo non solo costituisce una immagine istantanea dell’agricoltura itrana in quella data, ma solleva il sipario sulla vita di una città svelando occupazioni, soprannomi e soprattutto toponomastica, determinando una continuità storica con il catasto onciario pubblicato in passato.

Informazioni aggiuntive

Peso 0.3 kg

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