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Gennaro Tallini

Gennaro Tallini, Dottore di Ricerca in filologia presso l’un. di Verona e già docente di letteratura italiana nello stesso ateneo, è coordinatore vicario Centro di Ricerca “Al segno di Fileta” (un. E-Campus) dove svolge attività di ricerca in filologia. Compiuti gli studi di pianoforte e composizione, sta attualmente perfezionandosi in clavicembalo e tastiere antiche sotto la guida di M. Salcito. Laureatosi in estetica presso l’un. di Cassino e del Lazio Meridionale, è direttore delle collane editoriali “Studi Aurunchi” (ISSN 2724-413X) di Ali Ribelli e de “La Stanza Segreta di Musica” collana di edizioni critiche di musica antica. Ha curato diversi studi su l’antiquaria e la stampa rinascimentali, sulla musica tra Cinquecento e Novecento e diverse edizioni critiche di testi musicali e letterari. È parte del “Progetto Fenaroli” (coord. M. Salcito) e coordinatore del progetto di riorganizzazione del fondo Musicale dell’Archivio Diocesano di Gaeta.

Ut bene audiantur. Statuti, libri corali e tradizione organistica a Gaeta tra Cinquecento e Settecento

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Ut bene audiantur. Statuti, libri corali e tradizione organistica a Gaeta tra Cinquecento e Settecento
Gennaro Tallini
Saggistica, Studi Aurunchi (ISSN 2724-413X)
ISBN edizione cartacea: 9788833467740
ISBN edizione digitale (eBook): 9788833467740

Il ruolo culturale e artistico giocato da Gaeta e il suo circondario, tra quattrocento e Seicento, è ben poca cosa rispetto alle due grandi aree di Roma e Napoli; eppure, nella stessa maniera in cui la capitale della cristianità e quella del regno di Napoli hanno giocato un ruolo da protagonista nella cultura europea, così l’Area Aurunca si è ritagliata un ruolo di riferimento tale da non sfigurare al confronto. Bastano le tracce qui disseminate per rendersi conto dell’ampiezza del fenomeno, almeno stando ai campi letterario e musicale: al punto che tutta l’area Aurunca, tra alto Medioevo e Seicento e poi in particolare tra Umanesimo e Barocco ha costituito, per le dinamiche di produzione e per le indubbie presenze di committenza laica e religiosa, una vera e propria isola, indipendente dal resto della penisola e con solidi contatti in gran parte costruiti con l’area napoletana.

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