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Gennaro Tallini

Gennaro Tallini, Dottore di Ricerca in filologia presso l’un. di Verona e già docente di letteratura italiana nello stesso ateneo, è coordinatore vicario Centro di Ricerca “Al segno di Fileta” (un. E-Campus) dove svolge attività di ricerca in filologia. Compiuti gli studi di pianoforte e composizione, sta attualmente perfezionandosi in clavicembalo e tastiere antiche sotto la guida di M. Salcito. Laureatosi in estetica presso l’un. di Cassino e del Lazio Meridionale, è direttore delle collane editoriali “Studi Aurunchi” (ISSN 2724-413X) di Ali Ribelli e de “La Stanza Segreta di Musica” collana di edizioni critiche di musica antica. Ha curato diversi studi su l’antiquaria e la stampa rinascimentali, sulla musica tra Cinquecento e Novecento e diverse edizioni critiche di testi musicali e letterari. È parte dell’unità di ricerca del progetto ERC “Laudare” dell’un. di Trento (coord. F. Zimei), del “Progetto Fenaroli” (coord. M. Salcito) e coordinatore del progetto di riorganizzazione del fondo Musicale dell’Archivio Diocesano di Gaeta.

Il primo libro delle recercate a duo voci di Giovanni Camillo de’ Spagnolis

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Il primo libro delle recercate a duo voci di Giovanni Camillo de’ Spagnolis
a cura di Gennaro Tallini
Saggistica, Studi Aurunchi (ISSN 2724-413X)
ISBN edizione cartacea (A4, 74 pp.): 9791255400929

Giovanni Camillo de’ Spagnolis (Itri fine XVI sec. – Itri post 1643) fu maestro di cappella a Tropea dopo il 1618 al seguito del vescovo di Tropea Fabrizio Caracciolo da Pisquizi che era stato investito della sede calabrese da tre anni. In questa veste, otto anni più tardi pubblica a Napoli, presso i tipi di Ottavio Beltrano, Il primo libro delle recercate a due voci op[us] 3, opera didattica al tempo molto apprezzata e da lui stesso considerata importantissima non solo per la validità dei canoni in essa raccolti, quanto in vista di eventuali miglioramenti di carriera visto che egli stesso, nella prefazione all’edizione a stampa oggi conservata in unico esemplare presso la biblioteca del conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli, dichiara di aver composto questi «scherzi e capricci» non solo come esercizi didattici ad un tempo dilettevoli e gradualmente difficili e per questo in grado di condurre l’esecutore/allievo ad un livello importante di «eccellenza» dell’esecuzione, quanto come «picciol dono» per il proprio discepolo, il nobile Leonardo Scattaretica.

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